Lavoratore vs Datore: know how o concorrenza sleale?


Il rapporto di lavoro è molto di più di una semplice prestazione di attività che un soggetto svolge nei confronti di un altro e per la quale viene economicamente retribuito.

Nel luogo di lavoro e durante lo svolgimento dello stesso, il lavoratore apprende e sviluppa una serie di informazioni, conoscenze ed esperienze che contribuiscono ad arricchire il suo sapere e la sua persona e che entrano inevitabilmente a far parte del suo bagaglio culturale di individuo in quanto tale.

Questo know how sembra appartenere ad una dimensione astratta e quasi inconsistente, assolutamente difficile da controllare, ma la sua importanza è tale che si è reso necessario disporre ex lege una tutela particolare, soprattutto nell’ottica di tutelare il datore di lavoro nel momento in cui, per un motivo o per l’altro, il rapporto viene a cessare.

Ai fini comunque di contemperare i diversi e contrapposti interessi di datore e lavoratore, è stata stabilita una diversa disciplina a seconda del tipo di rapporto di lavoro.

Il lavoratore subordinato ha, in quanto tale, degli obblighi di fedeltà e riservatezza fissati direttamente dal codice civile, in base ai quali durante il rapporto di lavoro gli è vietato porre in essere atti di concorrenza nei confronti del proprio datore attraverso lo sfruttamento di conoscenze tecniche e commerciali acquisite per effetto del rapporto stesso.