Rivoluzione IP/AI: Diritto d'Autore e Intelligenza Artificiale
- Cervato Law & Business

- 5 dic 2025
- Tempo di lettura: 2 min
Con l'avvento dell'Intelligenza Artificiale Generativa (Generative AI) il Legislatore ha ritenuto di agire sull'ossatura della disciplina sulla proprietà intellettuale di cui alla Legge 633/1941 (Legge sul Diritto d'Autore, LDA) integrando l'AI ACT (Reg. UE 2024/1689) con la Legge n. 132/2025.

1. La Nuova Definizione di "Opera": la riforma dell'Art. 1, comma 1, LDA
La modifica strutturale è stata apportata direttamente all'Articolo 1, comma 1, della LDA riformando la definizione di "opera": sono ora protette le opere dell'ingegno "umano" di carattere creativo, precisandosi che la protezione copre anche le opere create con l'ausilio di strumenti di intelligenza artificiale, purché costituenti risultato del lavoro intellettuale dell'autore.
Questo aggiornamento stabilisce quindi anche nel settore IP del copyright il principio del controllo umano effettivo (Human-in-the-Loop): serve una direzione umana significativa per qualificare l'output come opera tutelabile sotto il profilo del diritto d'autore.
Si garantisce così una disciplina di protezione anche dell'opera prodotta in un contesto ibrido uomo-macchina.
2. Addestramento dell'AI (TDM): il regime dell'Art. 70-septies LDA
Il secondo punto di grande rilievo concerne l'addestramento dei modelli di AI, noto come Text and Data Mining (TDM).
La Legge 132/2025 ha introdotto l'art. 70-septies LDA stabilendo che le riproduzioni e le estrazioni da opere o da altri materiali contenuti in rete o in banche di dati a cui si ha legittimamente accesso, ai fini dell'estrazione di testo e di dati attraverso modelli e sistemi di intelligenza artificiale, anche generativa, sono consentite in conformità alle disposizioni di cui agli articoli 70-ter e 70-quater LDA.
È stata quindi rafforzata e specificata l'applicazione dell'Articolo 70-quater della LDA in materia di TDM per usi diversi dalla ricerca scientifica, prevedendo che l'utilizzo delle opere protette è subordinato al regime di autorizzazione da parte dei titolari dei diritti d'autore.
Questa previsione normativa ha un impatto determinante, riconoscendo in modo esplicito la facoltà per i Content Owners di esercitare il proprio diritto di Opt-Out (esclusione), riservando tecnologicamente o contrattualmente le proprie opere dall'essere utilizzate come dati di addestramento (training data) per i sistemi di AI ed influendo profondamente sui modelli di licensing e sulla tutela del segreto commerciale (Trade Secret o know-how).
3. L'Impatto sul Software come Opera Letteraria
Questa evoluzione normativa ha un riflesso immediato anche sul software, considerato che
la LDA, sin dall'inizio del suo secondo comma dell'Art. 1, lo qualifica espressamente come opera letteraria.
Con l'AI in grado di generare o assistere nella produzione di codice (code generation), si pone ora una delicata questione di titolarità:
Software Training Data: i repository di codice sorgente esistenti (opere protette) sono utilizzati per addestrare l'AI, per cui l'applicazione dell'Art. 70-quater LDA e del diritto di Opt-Out è diretta.
Software Generated: quando l'AI genera nuovo codice, la tutela autoriale dipenderà interamente dalla dimostrazione dell'apporto umano di indirizzo e parametrizzazione richiesto dal novellato Art. 1, comma 1, LDA.
Il contenzioso si sposterà, dunque, sulla dimostrazione del livello di interazione umana e sulla conformità alle best practice di
attribuzione e licenza.
Navigare la Nuova Era della Proprietà Intellettuale
Per aziende e creators, comprendere a fondo l'ambito di applicazione di queste nuove disposizioni (Art. 1, c. 1 e Art. 70-quater LDA) è fondamentale per una corretta compliance ed una valida strategia di tutela.
Questa è la nuova sfida della proprietà intellettuale.




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